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L’Abbazia di San Galgano e l’Eremo di Montesiepi

Nel comune di Chiusdino, a circa 60 km dalla nostra villa nel Chianti per le vacanze, si trova l’Abbazia di San Galgano, uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Toscana nonché uno dei maggiori esempi di architettura gotico-cistercense in Italia. Nonostante sia ridotta in rovina, è apprezzata e famosa in tutto il mondo.

Abbazia di San Galgano min

Immersa nelle colline senesi, l’abbazia fu eretta per iniziativa dei monaci cistercensi tra il 1218 e il 1288, periodo durante il quale in Italia si diffuse il gotico “temperato”. Non si sa con certezza chi abbia progettato l’edificio: si pensa che una parte sia stata realizzata da Donnus Johannes e un’altra da frate Ugolino di Maffeo. Dopo un primo periodo di splendore, la struttura già a partire dal XV secolo iniziò a deteriorarsi. Furono tentati vari interventi di riparazione ma non riuscirono ad arrestare il processo di decadenza che nel XVIII secolo ne causò il crollo di alcune parti.

Solo nel XX secolo si decise di consolidare ciò che restava ed oggi dell’abbazia, rimasta senza tetto e pavimento, si possono ammirare le mura con le navate e alcune sale, tra cui quella meravigliosa del refettorio. Questo luogo affascinate ricco di mistero e di storia, oltre ad attrarre visitatori e curiosi provenienti da ogni dove, è stato anche utilizzato come ambientazione in diversi film e come palco per grandi opere liriche e musicali.

Eremo di Montesiepi min

Nelle immediate vicinanze dell’abbazia, sulla sommità di una collinetta, si erge l’Eremo di Montesiepi. Fu costruito tra il 1181 e il 1185 nel luogo dove il nobile cavaliere Galgano Guidotti, poi onorato come San Galgano, visse il suo ultimo anno di vita isolandosi da tutto e tutti. Nel XIV secolo l’edificio, il cui stile architettonico è romanico-senese, fu ingrandito e vi fu annesso il campanile. Sebbene sia stato più volte restaurato nel corso del tempo, ha conservato l’aspetto originale.

All’interno, sulla sinistra rispetto all’ingresso, si trova una splendida cappellina rettangolare aggiunta nel XIV secolo, affrescata tra il 1334 e il 1336 dal pittore Ambrogio Lorenzetti, considerato uno dei grandi maestri della scuola senese del Trecento. Tra i diversi affreschi, spicca quello molto singolare della “Madonna con tre mani“, dove la Madonna tiene in braccio Gesù con due mani mentre una terza trattiene un bastone.

Ciò che richiama maggiormente i visitatori all’eremo è senza dubbio la misteriosa spada conficcata in un blocco di pietra, attorno alla quale ruotano da secoli storie e leggende. Si narra che fu piantata da San Galgano dopo aver avuto la visione degli Apostoli e aver deciso di lasciare per sempre la sua vita dissoluta di signore, per diventare un eremita. Esami metallografici hanno confermato che risale ad un periodo antecedente al XII secolo. Oggi, la spada è protetta da una calotta per evitare che qualcuno provi ad estrarla.

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