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Cosa vedere a Rapolano Terme in un giorno

Nel cuore delle Crete Senesi, a cavallo tra la Val di Chiana ed il Chianti, sorge Rapolano Terme, una delle località termali più importanti della Toscana. Le terme in questa zona sono conosciute sin dall’epoca romana, come testimoniano alcuni ritrovamenti archeologici risalenti al IV – III secolo a. C. Pare che persino Garibaldi, nell’estate del 1867, si sia immerso in queste acque per rigenerarsi dalle ferite riportate sull’Aspromonte. I suoi due stabilimenti, le Terme di San Giovanni e dell’Antica Querciolaia, offrono un’ampia varietà di trattamenti e percorsi all’insegna del benessere e del relax. Ma oltre alle terme c’è di più. Rapolano infatti conserva anche tracce significative del suo passato e numerosi monumenti che meritano di essere scoperti.

Cosa vedere a Rapolano Terme in un giorno? Ecco un itinerario che attraversa i principali luoghi di interesse.

Entrando dalla Porta Nuova, dopo pochi passi si giunge in Piazza Matteotti, dove si trovano due edifici religiosi: la Chiesa del Corpus Domini, detta anche di Fraternita, che custodisce alcune pregevoli opere come l’affresco cinquecentesco riferibile alla bottega di Girolamo di Benvenuto, con la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Girolamo; e la Chiesa della Misericordia, dedicata alla Madonna delle Nevi, in cui spicca il dipinto con San Sebastiano, eseguito nel XVIII secolo da Lorenzo Feliciati. Continuando verso la parte alta del paese si raggiunge la piazza del “Castellare”, dove si trovano: la trecentesca Chiesa di San Bartolomeo, con una bella tela del senese Vincenzo Rustici raffigurante la Madonna con Bambino e Santi; il Palazzo Pretorio, con la torre dell’orologio, sede del Comune; e il Palazzo Cacciaconti.

Tornando in piazza Matteotti e girando verso destra si arriva alla Chiesa di Santa Maria Assunta, dove si segnalano una tavola d’altare del pittore senese Paolo di Giovanni Fei raffigurante la Madonna del Latte e due tondi con la Vergine Annunciata e l’Angelo Annunciante del pittore marchigiano Girolamo Genga. Proseguendo si raggiunge l’antica Porta dei Tintori o Porta a Siena, uscendo dalla quale si può ammirare una magnifica vista sulla campagna toscana. La tappa successiva, poco fuori dal centro abitato, è la Pieve di San Vittore, la cui fondazione sembra risalire all’epoca tardo romana. All’interno si conservano: un frammento di affresco medievale raffigurante Sant’Ansano, patrono di Siena; una terracotta policroma del XVI secolo con la Madonna col bambino; e un un gruppo ligneo col Martirio di San Bartolomeo risalente al XVIII secolo.

A pochi chilometri dalla pieve si trova il Complesso Archeologico di Campo Muri, un insediamento risalente all’età etrusca e romana con un’estensione superiore a 8000 mq. Le presenze archeologiche individuate nel sito sembrano attestare l’esistenza di un culto legato alla presenza di acque termali a cui erano attribuite proprietà sacre. Infine, l’ultima tappa dell’itinerario è il Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio, situato nel caratteristico borgo di Serre di Rapolano, frazione di Rapolano Terme. Il museo illustra la storia e le funzioni complessive delle antiche fattorie fortificate, chiamate appunto grance, appartenenti all’Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. Al suo interno c’è anche un settore dedicato all’olivicoltura e al ciclo dell’olio.

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